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L’indice di Sviluppo di Genere (Gender Development Index - GDI) fatto registrare dal Kosovo nel 2012 è il più basso tra quello di tutti i paesi dell’Europa orientale.

Il recente conflitto, l’instabilità politica e la fase di transizione economica hanno senza alcun dubbio contribuito ad incrementare il livello di violenza nel paese: donne e bambini sono le prime vittime di questa escalation. La società civile e le istituzioni hanno grosse difficoltà nel riconoscere la discriminazione di genere come una violazione dei diritti delle donne. La disuguaglianza di genere è visibile a tutti i livelli (educazione, vita famigliare, lavoro).

Oltre il 40% della società kosovara concorda, inoltre, sul fatto che la violenza sia parte integrante di qualsiasi relazione e che sia normale che si verifichino episodi di violenza all’interno delle mura domestiche. Nell’80% dei casi le vittime di violenza domestica sono persone di genere femminile. Ciò dimostra che quella domestica è una forma di violenza perpetrata per lo più dagli uomini. Nella metà dei casi, alla violenza sulla donna si accompagna anche quella nei confronti dei bambini. 

 

Nonostante l’ampiezza del fenomeno, la violenza domestica continua però ad essere considerata un affare privato e motivo di grande vergogna, ragione per cui solo il 10% delle vittime denuncia la violenza subita. Condanna sociale, paura di ripercussioni, dipendenza finanziaria da chi commette violenza e la paura di perdere la custodia dei figli sono le ragioni principali che conducono le donne al silenzio e alla remissività.

Sebbene il fenomeno sia nascosto e taciuto, la violenza domestica ha delle pesanti ripercussioni e dei costi altissimi a livello politico, sociale ed economico. Essa contribuisce, infatti, all’impoverimento delle famiglie e la trasmissione intergenerazionale della violenza genera una forte instabilità socio-economica nel medio-lungo periodo. Ecco perché, la Commissione Europea nelKosovo Progress Report 2011, ha tenuto a precisare che la lotta alla violenza domestica rappresenta una delle sfide prioritarie per il paese.

L’indice di Sviluppo di Genere (Gender Development Index - GDI) fatto registrare dal Kosovo nel 2012 è il più basso tra quello di tutti i paesi dell’Europa orientale.

Il recente conflitto, l’instabilità politica e la fase di transizione economica hanno senza alcun dubbio contribuito ad incrementare il livello di violenza nel paese: donne e bambini sono le prime vittime di questa escalation. La società civile e le istituzioni hanno grosse difficoltà nel riconoscere la discriminazione di genere come una violazione dei diritti delle donne. La disuguaglianza di genere è visibile a tutti i livelli (educazione, vita famigliare, lavoro).

Oltre il 40% della società kosovara concorda, inoltre, sul fatto che la violenza sia parte integrante di qualsiasi relazione e che sia normale che si verifichino episodi di violenza all’interno delle mura domestiche. Nell’80% dei casi le vittime di violenza domestica sono persone di genere femminile. Ciò dimostra che quella domestica è una forma di violenza perpetrata per lo più dagli uomini. Nella metà dei casi, alla violenza sulla donna si accompagna anche quella nei confronti dei bambini. 

 

Nonostante l’ampiezza del fenomeno, la violenza domestica continua però ad essere considerata un affare privato e motivo di grande vergogna, ragione per cui solo il 10% delle vittime denuncia la violenza subita. Condanna sociale, paura di ripercussioni, dipendenza finanziaria da chi commette violenza e la paura di perdere la custodia dei figli sono le ragioni principali che conducono le donne al silenzio e alla remissività.

Sebbene il fenomeno sia nascosto e taciuto, la violenza domestica ha delle pesanti ripercussioni e dei costi altissimi a livello politico, sociale ed economico. Essa contribuisce, infatti, all’impoverimento delle famiglie e la trasmissione intergenerazionale della violenza genera una forte instabilità socio-economica nel medio-lungo periodo. Ecco perché, la Commissione Europea nelKosovo Progress Report 2011, ha tenuto a precisare che la lotta alla violenza domestica rappresenta una delle sfide prioritarie per il paese.

Con questo progetto RTM intende promuovere e favorire il reinserimento sociale delle donne kosovare vittime di violenza domestica attraverso il rafforzamento delle capacità professionali delle associazioni di donne e delle autorità pubbliche locali già impegnate nella lotta alla violenza di genere.

Nello specifico RTM si propone di sostenere i centri antiviolenza gestiti da associazioni di donne kosovare nell'azione di empowerment delle vittime di violenza domestica attraverso lo sviluppo di partenariati con le autorità locali.

E' stato pubblicato DALLA VIOLENZA ALL'EMPOWERMENT. Manuale breve per operatrici e operatori dei centri antiviolenza e dei servizi pubblici disponibile in italiano, albanese, inglese, serbo.

Scarica la versione in italiano
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RE.VI.VE. nasce dalla constatazione della gravità del fenomeno della violenza domestica a danno di donne e bambini in Kosovo e dalla conseguente volontà espressa dai soggetti coinvolti nell’intervento di contribuire a un suo ridimensionamento.

RE.VI.VE. si configura, pertanto, come un intervento pilota promosso da una coalizione di soggetti della società civile emiliano-romagnola (Reggio Terzo Mondo, Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia Romagna), fortemente radicati nel territorio di provenienza e da anni impegnati in attività di cooperazione internazionale nei Balcani, in Kosovo in particolare.

L’intervento si contraddistingue per la forza e la qualità dei partenariati locali stretti ad ogni livello dai soggetti proponenti con le controparti kosovare. Il partner locale principale è la Kosovo Shelter Coalition (KSC), organizzazione no-profit di secondo livello composta da tutte le associazioni di donne kosovare impegnate nella lotta alla violenza domestica.

Altro ente coinvolto nell’azione è l’Agency for Gender Equality del Kosovo, organo competente a livello nazionale per l’implementazione e il monitoraggio del Programma e Piano Nazionale contro la Violenza Domestica 2011-2014. A livello istituzionale, ha dato pieno sostegno all’iniziativa l’Office for Good Governance, Human Rights, Equal Opportunities and Gender Issues del Gabinetto del Primo Ministro della Repubblica del Kosovo.

 

Ente associato

  • Agency for Gender Equality
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