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Bio &  EquoIn Madagascar la maggior parte della popolazione vive principalmente di agricoltura di sussistenza, allevamento, pesca, piccole attività economiche informali  e non sufficienti sempre a garantire condizioni di vita dignitose.
La scarsità delle risorse, dei mezzi a disposizione, la mancanza di formazione, il cattivo funzionamento delle infrastrutture, l’assenza delle istituzioni, impediscono lo sviluppo di un’economia regolare capace di offrire alla popolazione opportunità e prospettive di un futuro migliore.
Le piccole attività informali agricole e artigianali svolte sia da uomini che donne non bastano per riscattare intere famiglie da situazioni di precarietà economica a sociale.
A queste difficoltà si aggiungono aspetti culturali che motivano il perpetuarsi di tecniche pericolose in particolare per la terra, la prima grande risorsa dell’isola  rossa. Tra queste la tecnica del Tavy (taglio illegale degli alberi e incendio dei terreni per ottenere zone coltivabili) che provoca il crescente inaridimento delle terre e la diminuzione delle risorse forestali e incide negativamente sul settore produttivo del paese con drammatiche conseguenze per le famiglie che vivono in particolare di questa risorsa.
In questo difficile contesto nei primi anni novanta si è inserito l’intervento di RTM con lo scopo di migliorare le condizioni di vita dei produttori malgasci attraverso lo sviluppo del Commercio Equo e Solidale. Questo primo intervento era rivolto a circa 200 produttori residenti in capitale e della regione di Amoron’i Mania. Visti i buoni risultati conseguiti in termini di formazione professionale, intraprendenza e sostenibilità economica, benessere sociale, dal 2005 l’intervento di RTM si è strutturato ulteriormente comprendendo nuovi gruppi di produttori in altre regioni con lo scopo di sviluppare la produzione biologica, consolidare  la produzione e lo sbocco commerciale dell’equo-solidale, incentivare una gestione sostenibile delle risorse forestali già avviata negli anni ’90. Ad oggi i produttori coinvolti nelle attività di RTM sono circa 900 di cui 630 sono donne.

Bio &  EquoIn Madagascar la maggior parte della popolazione vive principalmente di agricoltura di sussistenza, allevamento, pesca, piccole attività economiche informali  e non sufficienti sempre a garantire condizioni di vita dignitose.
La scarsità delle risorse, dei mezzi a disposizione, la mancanza di formazione, il cattivo funzionamento delle infrastrutture, l’assenza delle istituzioni, impediscono lo sviluppo di un’economia regolare capace di offrire alla popolazione opportunità e prospettive di un futuro migliore.
Le piccole attività informali agricole e artigianali svolte sia da uomini che donne non bastano per riscattare intere famiglie da situazioni di precarietà economica a sociale.
A queste difficoltà si aggiungono aspetti culturali che motivano il perpetuarsi di tecniche pericolose in particolare per la terra, la prima grande risorsa dell’isola  rossa. Tra queste la tecnica del Tavy (taglio illegale degli alberi e incendio dei terreni per ottenere zone coltivabili) che provoca il crescente inaridimento delle terre e la diminuzione delle risorse forestali e incide negativamente sul settore produttivo del paese con drammatiche conseguenze per le famiglie che vivono in particolare di questa risorsa.
In questo difficile contesto nei primi anni novanta si è inserito l’intervento di RTM con lo scopo di migliorare le condizioni di vita dei produttori malgasci attraverso lo sviluppo del Commercio Equo e Solidale. Questo primo intervento era rivolto a circa 200 produttori residenti in capitale e della regione di Amoron’i Mania. Visti i buoni risultati conseguiti in termini di formazione professionale, intraprendenza e sostenibilità economica, benessere sociale, dal 2005 l’intervento di RTM si è strutturato ulteriormente comprendendo nuovi gruppi di produttori in altre regioni con lo scopo di sviluppare la produzione biologica, consolidare  la produzione e lo sbocco commerciale dell’equo-solidale, incentivare una gestione sostenibile delle risorse forestali già avviata negli anni ’90. Ad oggi i produttori coinvolti nelle attività di RTM sono circa 900 di cui 630 sono donne.

Bio &  EquoL’intervento di RTM mira a:

  • Avviare una gestione Forestale Sostenibile fornendo strumenti di sostegno alla politica governativa in materia di risorse forestali, attraverso il coinvolgimento delle comunità locali nell’elaborazione ed applicazione di un piano forestale che preveda la conservazione, la gestione, l’arricchimento e il rimboschimento delle aree forestali.
  • Diffondere la pratica dei principi e dei criteri Bio ed Equo ed incentivare la produzione secondo tali criteri  attraverso l’identificazione e la formazione dei produttori sui criteri e sulle tecniche di lavorazione Bio ed Equo, la fornitura di strumenti per la produzione,  attraverso la creazione e il rafforzamento tecnico-amministrativo dell’ Associazione Nazionale del Commercio Equo che avrà il ruolo di unire i diversi produttori in un unico soggetto, rappresentare gli stessi a livello istituzionale e favorire la commercializzazione dei loro prodotti.
  • Promuovere i settori Bio ed Equosolidale attraverso la sensibilizzazione a livello sociale, la comunicazione commerciale in loco e nei territori europei e la stesura ed il riconoscimento dei criteri del commercio equosolidale e biologico a livello legislativo.
  • Creare un’ Impresa Consortile Commerciale che sia in grado di aggregare soggetti diversi, uniti da mutui interessi e benefici, attraverso il censimento presso le realtà aderenti alla Associazione Nazionale di Commercio Equo ed al Registro Nazionale del ComES malgascio.

Beneficiari:

  • 750 produttori, food e no food, aderenti all’associazione nazionale malgascia di commercio equo e solidale;
  • 150 produttori agricoli formati sulle tecniche dell’agricoltura biologica;
  • 20 tecnici formati sulle tecniche di certificazione dei prodotti biologici;
  • 4 comunità locali della zona di Ambositra, che in quanto Comunità (o Comitati) di Base, già previste dalla normativa forestale malgascia, metteranno in atto l’esperienza pilota di riforestazione;
  • le associazioni e i gruppi aderenti all’Impresa Consortile malgascia del settore equosolidale; le famiglie dei produttori per un totale di circa 4.500 persone.
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