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In Madagascar la povertà rimane ancora oggi la condizione in cui vive la maggior parte della popolazione, in particolare il 71% degli abitanti vive al di sotto della soglia di povertà; le condizioni peggiori si registrano nelle zone rurali dove vive ancora l’80% della popolazione e dove rimane significativa la diffusione di malattie endemiche che peggiorano il precario equilibrio economico di intere famiglie.
Tra le patologie più significative per gli effettivi economici e sociali che ne derivano, si trovano le patologie di carattere psichiatrico, nella maggior parte dei casi croniche e invalidanti.
I malati che soffrono di infermità mentale vivono in condizioni di grave isolamento sociale da parte delle famiglie e delle comunità di appartenenza. Sono vittime di pregiudizi legati soprattutto ad aspetti culturali che considerano l’handicap mentale come l’effetto di un’azione di stregoneria,  della presenza di spiriti maligni, come conseguenza per il mancato rispetto della volontà degli antenati o il mancato rispetto dei taboo o “fady”, ed è quindi ritenuto una sorta di maledizione. Queste credenze comportano l’isolamento o e la discriminazione dei malati a livello educativo, sociale e lavorativo che portano i malati stessi a vivere la loro condizione come se fosse una punizione. Questa condizione è ancora più grave per le donne, spesso vittime di violenze e abusi sessuali.
La presenza di malati psichiatrici peggiora in particolare la condizione delle famiglie che già vivono in situazioni di precarietà economica e sociale.
A queste problematiche si aggiunge l’inefficienza del sistema sanitario nazionale che non dispone di strutture, formazione e risorse sufficienti per offrire prevenzione, cura, assistenza. L’unica possibilità quindi per i malati rimane rivolgersi alle strutture gestite dalle diverse confessioni religiose o ricorrere ai metodi curativi tradizionali.
In questo contesto RTM interviene per migliorare la qualità della vita, il grado di inclusione sociale, educativo e professionale dei malati affetti da handicap mentale e delle loro famiglie, offrendo strumenti e servizi per aiutare gli stessi malati ad acquisire maggiore autonomia e indipendenza per svolgere poi le attività domestiche, ma anche lavorative o educative.
Il progetto vuole contribuire alla realizzazione delle strategie del Programma Nazionale sulla Salute Mentale, rafforzando le strutture periferiche del sistema sanitario pubblico e creando maggior collaborazione tra esse e le comunità locali secondo l’approccio promosso dall’OMS.
L’azione di RTM si basa sulla consapevolezza che per favorire e promuovere la riabilitazione psichiatrica e psicologia dei malati sia necessario il coinvolgimento di tutta la comunità sensibilizzata a prendersi cura lei stessa dei propri malati garantendo assistenza, inclusione sociale ed economica anche alle rispettive famiglie.

In Madagascar la povertà rimane ancora oggi la condizione in cui vive la maggior parte della popolazione, in particolare il 71% degli abitanti vive al di sotto della soglia di povertà; le condizioni peggiori si registrano nelle zone rurali dove vive ancora l’80% della popolazione e dove rimane significativa la diffusione di malattie endemiche che peggiorano il precario equilibrio economico di intere famiglie.
Tra le patologie più significative per gli effettivi economici e sociali che ne derivano, si trovano le patologie di carattere psichiatrico, nella maggior parte dei casi croniche e invalidanti.
I malati che soffrono di infermità mentale vivono in condizioni di grave isolamento sociale da parte delle famiglie e delle comunità di appartenenza. Sono vittime di pregiudizi legati soprattutto ad aspetti culturali che considerano l’handicap mentale come l’effetto di un’azione di stregoneria,  della presenza di spiriti maligni, come conseguenza per il mancato rispetto della volontà degli antenati o il mancato rispetto dei taboo o “fady”, ed è quindi ritenuto una sorta di maledizione. Queste credenze comportano l’isolamento o e la discriminazione dei malati a livello educativo, sociale e lavorativo che portano i malati stessi a vivere la loro condizione come se fosse una punizione. Questa condizione è ancora più grave per le donne, spesso vittime di violenze e abusi sessuali.
La presenza di malati psichiatrici peggiora in particolare la condizione delle famiglie che già vivono in situazioni di precarietà economica e sociale.
A queste problematiche si aggiunge l’inefficienza del sistema sanitario nazionale che non dispone di strutture, formazione e risorse sufficienti per offrire prevenzione, cura, assistenza. L’unica possibilità quindi per i malati rimane rivolgersi alle strutture gestite dalle diverse confessioni religiose o ricorrere ai metodi curativi tradizionali.
In questo contesto RTM interviene per migliorare la qualità della vita, il grado di inclusione sociale, educativo e professionale dei malati affetti da handicap mentale e delle loro famiglie, offrendo strumenti e servizi per aiutare gli stessi malati ad acquisire maggiore autonomia e indipendenza per svolgere poi le attività domestiche, ma anche lavorative o educative.
Il progetto vuole contribuire alla realizzazione delle strategie del Programma Nazionale sulla Salute Mentale, rafforzando le strutture periferiche del sistema sanitario pubblico e creando maggior collaborazione tra esse e le comunità locali secondo l’approccio promosso dall’OMS.
L’azione di RTM si basa sulla consapevolezza che per favorire e promuovere la riabilitazione psichiatrica e psicologia dei malati sia necessario il coinvolgimento di tutta la comunità sensibilizzata a prendersi cura lei stessa dei propri malati garantendo assistenza, inclusione sociale ed economica anche alle rispettive famiglie.

L’intervento di Reggio Terzo Mondo mira a:

  • rafforzare le competenze in materia di psichiatria, in particolare neuropsichiatria infantile, del personale del sistema sanitario nazionale  nella Regione Amoron'i Mania, attraverso la formazione e l’adozione di strumenti per diagnosticare precocemente l’insorgere di queste patologie e provvedere all’assistenza e alla cura;
  • sensibilizzare le istituzioni locali, le associazioni, le comunità e  le famiglie sulle problematiche legate all’handicap mentale per evitare casi di emarginazione e discriminazione;
  • favorire l’assistenza domiciliare a circa 2.000 malati neuropsichiatrici attraverso la creazione di una rete comunitaria che favorisca la prevenzione e la riabilitazione;
  • rafforzare le capacità tecniche dei malati e dei membri delle famiglie per facilitare l’integrazione sociale attraverso il lavoro, per garantire sostenibilità economica alle famiglie e una qualità della vita migliore.

Beneficiari:l’intervento di RTM è rivolto a circa 2.000 malati della regione di Amoron’i Mania e a 12.000 familiari.

 

  • Ong Akanin’ny Marary
  • Ministero della Salute del Madagascar
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