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L’origine del progetto va ricercata nei consolidati rapporti esistenti tra Reggio Emilia e Betlemme.

 A livello istituzionale, Provincia e Comune sono da anni gemellati rispettivamente con il Governatorato di Betlemme e la Municipalità di Beit Jala. A livello di società civile, RTM ha avviato partenariati con realtà locali quali Bethlehem ArabSociety for Rehabilitation (BASR) e Centro Effetà.

Sebbene le carenze del settore educativo palestinese siano molteplici, la situazione dell’educazione della prima infanzia è particolarmente critica. L’attuale sistema non comprende, infatti, il ciclo di educazione prescolare così lerisorse ad esso riservate sono limitatissime.

Attualmente quasi tutti gli istituti prescolari sono privati (solo 4 scuole sono pubbliche) e solo poco più di 1/3 dei bambini in età prescolare frequenta le scuole d’infanzia. A causa dell’esiguità dei fondi e dell’insufficiente preparazione del personale educativo la qualità dei servizi è bassa, a scapito dello sviluppo del bambino nel periodo di vita più importante per valorizzarne le potenzialità.

I problemi che il progetto affronta sono i seguenti : arretratezza e rigidità del sistema educativo prescolare in termini di metodi applicati, inclusione di soggetti svantaggiati, qualità e varietà delle attività proposte, assenza di spazi idonei nelle zone rurali, limitate competenze professionali del personale ministeriale prescolare,debole sinergia tra gli attori pubblico-privati preposti all’educazione prescolare.

L’origine del progetto va ricercata nei consolidati rapporti esistenti tra Reggio Emilia e Betlemme.

 A livello istituzionale, Provincia e Comune sono da anni gemellati rispettivamente con il Governatorato di Betlemme e la Municipalità di Beit Jala. A livello di società civile, RTM ha avviato partenariati con realtà locali quali Bethlehem ArabSociety for Rehabilitation (BASR) e Centro Effetà.

Sebbene le carenze del settore educativo palestinese siano molteplici, la situazione dell’educazione della prima infanzia è particolarmente critica. L’attuale sistema non comprende, infatti, il ciclo di educazione prescolare così lerisorse ad esso riservate sono limitatissime.

Attualmente quasi tutti gli istituti prescolari sono privati (solo 4 scuole sono pubbliche) e solo poco più di 1/3 dei bambini in età prescolare frequenta le scuole d’infanzia. A causa dell’esiguità dei fondi e dell’insufficiente preparazione del personale educativo la qualità dei servizi è bassa, a scapito dello sviluppo del bambino nel periodo di vita più importante per valorizzarne le potenzialità.

I problemi che il progetto affronta sono i seguenti : arretratezza e rigidità del sistema educativo prescolare in termini di metodi applicati, inclusione di soggetti svantaggiati, qualità e varietà delle attività proposte, assenza di spazi idonei nelle zone rurali, limitate competenze professionali del personale ministeriale prescolare,debole sinergia tra gli attori pubblico-privati preposti all’educazione prescolare.

Il progetto intende contribuire all’aumento di qualità e inclusione nei servizi educativi per l’infanzia in Cisgiordania  attraverso la fornitura di supporto tecnico e finanziario a 25 delle 33 scuole pilota del Programma situate in Cisgiordania e la formazione del personale del Ministero dell’Educazione e dell’Alta Educazione.

L’aumento della qualità dei servizi si vuole ottenere attraverso un miglioramento delle competenze professionali del personale educativo di ogni grado amministrativo: funzionari MEAE, supervisori distrettuali, personale delle scuole d’infanzia.

L’aumento dell’inclusione nei servizi educativi viene perseguito su 3 livelli:

1) Inclusione delle famiglie, in modo speciale delle madri, nelle attività delle scuole.

2) Inclusione di bambini svantaggiati sostenendo il programma MEAE-UNESCO per l’avvio di nuove classi prescolari in aree emarginate.

3) Inclusione di bambini con diverse abilità, introducendo metodi educativi incentrati sui diritti del bambino.

Il progetto intende rafforzare il partenariato pubblico-privato nel settore educativo della prima infanzia nel Governatorato di Betlemme, con scambio di buone pratiche nel resto della Cisgiordania.  Si intende potenziare le capacità di gestione del settore da parte del MEAE e migliorare la qualità dei servizi offerti dalle scuole pubbliche e private, uniformandoli.

Il progetto sostiene, inoltre, la messa in rete dei vari soggetti pubblici e privati coinvolti, consentendo l’avvio di un dialogo e un confronto su tematiche educative a livello locale. L’esperienza pilota viene resa disponibile al resto della Cisgiordania attraverso specifiche iniziative di diffusione di buone prassi.

ALLEGATI SCARICABILI: AEPIC_ITA   AEPIC_ENG  AEPIC_ARABO

 

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